“El nombre de un país” (Il nome di un paese) è il titolo dell’attesissimo progetto presentato da Mariana Telleria nel Padiglione Argentino della 58. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, accompagnato dalla curatrice Florencia Battiti, storica dell’arte e docente, che ha svolto attività di ricerca e curatela di esposizioni di arte visive nel Paese e all’Estero. La comunicazione ufficiale riferisce che il progetto consiste di sette sculture monumentali che, come un bestiario punk Frankensteiniano, sono presentate quali supporto di trasformazioni intuitive, come un archivio di sensazioni desacralizzate, dove l’iconografia religiosa condivide con gli oggetti prodotti dalla cultura popolare – la moda, i rifiuti, lo spettacolo e la natura – la stessa gerarchia orizzontale.

La promettente artista argentina (Rufino, Santa Fe, 1979), vincitrice del concorso pubblico e aperto a tutti, preferisce non svelare altri dettagli sul suo lavoro, realizzato in gran parte in Argentina e che sta attualmente allestendo nel Padiglione della Biennale di Venezia. “Di solito non spiego. Quello che posso dire non arriva mai a livello di quanto accade veramente, quindi preferisco non nominarlo. Parlare è una simulazione più complicata del fare”. Afferma l’artista sul sito web della prestigiosa Galleria d’Arte Ruth Benzacar. Infatti Telleria non ha bisogno di dare spiegazioni, fa parlare gli oggetti al posto suo.

La curatrice Florencia Battiti, a sua volta, sottolinea che “Il progetto è intraducibile a parole. Mariana racconta con le cose che già esistono ciò che non è mai stato detto. Come gran parte del suo lavoro, naviga in un concettualismo contemporaneo e si sviluppa in una fantasia non propria dell’arte contemporanea”. L’artista scelta per rappresentare il Paese anticipa che, in questo progetto, gli ultimi 10 anni della sua carriera convivono in un’unica forma, che è la sua “articolazione della realtà”.

Il mistero continuerà fino all’inaugurazione del Padiglione, prevista per l’8 maggio, durante la quale potremo scoprire cosa si cela in questo grande progetto. Sicuramente darà qualcosa di cui parlare e i suoi oggetti creeranno ancora più connessioni e significati di quanto qualsiasi prologo possa introdurre, sorprendendo il pubblico internazionale della grande manifestazione lagunare.

Mariana Telleria (1979) è originaria di Rufino, provincia di Santa Fe, in Argentina. All’età di 18 anni si è trasferita nella città di Rosario per formarsi presso la Facoltà di “Humanidades y Arte” dell’Università Nazionale di Rosario (UNR). Attualmente vive e lavora in questa città. Nel 2009 ha presentato la sua prima mostra personale con il titolo “El nombre de un país” (Il nome di un paese).

Dieci anni dopo, reintroduce il titolo per materializzare la sintesi della sua proficua carriera artistica, nella quale si distaccano la partecipazione ad ArteBa (Buenos Aires), la sua opera “Las noches de los días” nel Museo Municipal de Bellas Artes Juan B. Castagnino (Rosario), la mostra collettiva alla Tabacalera de Madrid come parte del programma Argentina Plataforma ARCO, mostra collettiva nella Galería Marian Goodman (New York), la sua opera “Dios inmigrante”, presso la sede dell’Hotel degli Immigranti del Muntref (Buenos Aires).

[Immagine: ph. credits Mariano Bocanegra]

 

Padiglione Argentina della 58° Esposizione Internazionale di Arte – La Biennale di Venezia

El nombre de un país (Il nome di un paese)

Mariana Telleria

A cura di Florencia Battiti

Inaugurazione 8 Maggio alle ore 16.00

11.05 – 24.11.19

Costo ingresso intero € 25

Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00

Arsenale: venerdì e sabato, 11.05 – 5.10 aperto fino alle ore 20.00

Chiuso i Lunedì (eccetto 13.05, 02.09, 18.11)

Info: https://www.labiennale.org/it/arte/2019/informazioni#tickets

SALE D’ARMI, ARSENALE DI VENEZIA, VENEZIA