Il progetto Ausencias (Assenze) del fotografo argentino Gustavo Germano è il protagonista dell’ultima mostra organizzata dalla Casa Argentina a Roma, inaugurata virtualmente il 24 marzo. Esposto in 15 paesi diversi, il progetto affronta l’universo dei desaparecidos (gli scomparsi), vittime della repressione e delle dittature militari, attraverso l’immagine che riproduce scenari dove il tempo scopre le ferite dell’assenza.
Utilizzando il materiale fotografico degli album di famiglia, Germano cerca di ripetere la stessa scena 30 anni dopo, evidenziando la tragedia del vuoto dell’assenza.
La serie argentina è composta da quattordici opere che formano un dialogo costante tra il prima e l’ora, il passare del tempo, i cambiamenti dell’ambiente circostante e l’elemento chiave: il binomio doloroso “presenza-assenza”.
Gustavo Germano ha condiviso con noi alcuni dettagli del suo progetto e sulla sua carriera di fotografo.

Già negli anni ’80 era politicamente attivo e durante i suoi viaggi in America Centrale scoprì il potenziale della macchina fotografica (a quel tempo compatta e facile da usare) per catturare le sue idee ed esprimere ciò che le parole non potevano rappresentare. Più tardi inizierà a lavorare come fotografo (fotoreporter). Con il tempo l’idea per “Ausencias” iniziò a prendere forma a causa della necessità di “parlare della scomparsa forzata attraverso la fotografia”.
Il progetto Ausencias è un importante resoconto storico degli scomparsi, non solo in Argentina, ma anche in Spagna, Cile, Uruguay e Brasile. La sua idea è quella di un progetto per la gente comune che permetta loro di empatizzare e identificarsi con i personaggi dell’opera.

La proposta di Germano consiste in una serie di dittici composti da una fotografia scattata qualche tempo prima della scomparsa forzata, in circostanze per lo più familiari, e un’altra che ricostruisce contemporaneamente la prima, con alcune, alcune o tutte le persone fotografate assenti.
“Dopo l’esperienza di Ausencias in Argentina e la ripercussione che ha avuto in altri paesi come il Cile, l’Uruguay e il Brasile, cresceva l’idea di lavorare su altre serie complementari per avere una visione più regionale di quello che era il metodo di sparizione forzata di tutte le dittature. Nel 2012 è stato realizzato in Brasile, nel 2016 in Uruguay. Nel 2020 stavamo lavorando all’indagine sul cileno scomparso per completare la sparizione forzata nel cono sud“.

Germano è il vero protagonista della sua opera: suo fratello Eduardo è una delle vittime della dittatura militare argentina e i suoi resti sono stati identificati nel 2014.
“Questo progetto nasce dalla necessità di presentare la presenza dell’assenza (…) 6 anni dopo la sua scomparsa, avevo la sua età e cominciavo a invecchiare, ma lui non sarebbe mai invecchiato… il mio più grande desiderio era di vederlo invecchiare”.
Ausencias non cerca di spiegare l’accaduto ma di capire i difetti devastanti della vittima e del suo universo di affetti”.

Ausencias
Gustavo Germano
Casa Argentina a Roma

Organizzato dalla Ambasciata Argentina e la 24marzo Onlus con la collaborazione di 8 x mille.

Inaugurato virtualmente il 24.3.2021.

L’inaugurazione virtuale con l’artista può essere vista al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=zTglQp075zk

[Foto: Ausencias Argentina (2006) Copyright Gustavo Germano 2018. All Rights Reserved]