La città di Treviso ha l’onore di ospitare la mostra “Kintsugi – Part II. The Presence of Your Absence” di Gaby Oshiro, a cura dell’Architetto Germano Dalla Pola.

Non c’è miglior modo per introdurre la tematica che leggere le parole di quest’eroica artista: ” Ho trascorso più di vent’anni a disegnare e dipingere ritratti ed occhi di estranei, evitando continuamente il soggetto che era sempre stato proprio di fronte a me, da quando avevo cinque anni. Porto questo peso emotivo sulle spalle dalla sera del 21 aprile del 1977, quando quattordici uomini armati, vestiti in borghese, fecero irruzione nello studio legale di mio padre, Oscar Takashi Oshiro, e lo costrinsero ad “accomodarsi” in una Ford Falcon diretta verso una destinazione che non prevedeva ritorno. Era il periodo della dittatura militare in Argentina ed io, mia madre Beba e mio fratello Leo perdemmo il faro delle nostre vite”.

Quarant’anni dopo aver visto portare via suo padre per sempre, l’artista decise che invece di trascorrere la sua vita a ricostruire per dimenticare, era giunto il momento di rievocare. Tale commemorazione non si riferiva solo alla persona amata, ma anche alla memoria collettiva di tutti i desaparecidos Nikkei, facenti parte della comunità giapponese argentina, i quali avevano combattuto tramite i propri valori, ideali e speranze di riforma. Fu così che si è assunta l’impegno di “dare vita” attraverso il colore ai 17 desaparecidos Nikkei, vittime di chi aveva deciso un giorno qualunque di eliminare i loro nomi, documenti, foto ed esistenza per l’eternità. Gaby ha eseguito dei veri e propri ritratti, come se i protagonisti del suo lavoro avessero davvero posato per lei, ispirata dall’affermazione di Picasso: “Tutto ciò che puoi immaginare è reale!”

Gaby Oshiro è la testimonianza vivente di una storia atroce, una ferita che rimane aperta e deve essere raccontata in onore della verità, in onore della vita, della libertà di pensiero e della giustizia. Non lo fa per un sentimento di ritorsione, non c’è odio, non c’è vendetta. Al contrario, c’è rispetto, c’è tenerezza, c’è valore. L’artista lavora in questo esercizio di riproduzione dei ritratti, dando alla pratica il nome di Kintsugi, che nella tradizione giapponese è l’arte di riconoscere la bellezza in qualcosa che è stato spezzato; l’unione delle parti con l’oro permette di forgiare un nuovo oggetto, in cui imperfezioni e crepe creano una nuova armonia. Questa metafora esemplare, ideata dall’artista, è riconoscibile nelle sue opere, che esprimono il concetto di auto-guarigione a partire dal creare, unendo i pezzi rotti e sigillandoli tramite il colore della memoria.

La prima parte della mostra è stata esposta a settembre-ottobre nel 2016, nello Spazio Culturale della Biblioteca del Congresso della Nazione di Buenos Aires (Argentina), in occasione del 100 ° anniversario della fondazione dell’Associazione giapponese in Argentina (Asociación Japonesa en Argentina).

La seconda parte si svolge presso la Galleria del Liceo Artistico, uno spazio culturale appartenente alla Scuola Statale di Treviso, luogo in cui Gaby Oshiro ha terminato i suoi studi, città italiana che ha ospitato la sua famiglia durante la ricostruzione di una nuova vita.

 

KINTSUGI – PART. II THE PRESENCE OF YOUR ABSENCE

Gaby Oshiro

A cura di Germano Dalla Pola

Galleria dell’Artistico

Inaugurazione 7 dicembre alle ore 18.00

Con una performance musicale di Gaby Oshiro e Stefano Silenzi

08.12 – 21.12.2018

Dal lunedì al sabato: 10.00 – 12.00

Sabato e domenica: 15.00 -19.00

Ingresso Gratuito

Galleria dell’Artistico, Via Carlo Alberto n. 5, Treviso