Jorge Macchi, Der Zauberberg, 2018. Mixed media, installation views courtesy of the artist and Quartz Studio, with the support of Fondazione Sardi per l’Arte. ph Beppe Giardino

 

Con il titolo Der Zauberberg, Quartz Studio presenta la prima personale a Torino dell’artista argentino Jorge Macchi, uno dei più importanti artisti concettuali della sua generazione per l’arte sudamericana.

La Montagna magica è un riferimento diretto al romanzo di Thomas Mann, un viaggio da cui non si ha più ritorno, un itinerario attraverso alcune fasi di scoperta che possono modificare la natura dell’uomo. Proprio come il protagonista del racconto di Mann, lo spettatore sperimenta l’assenza di tempo e spazio, perdendosi nel labirinto della ripetizione potenzialmente infinita: “strutture identiche fatte con oggetti e rifiuti che sembrano raccolti casualmente (scatole di cartone, bottiglie di plastica, bottiglie di vetro, frammenti di vetro, pezzi di mdf, giornali, fiammiferi, capi di vestiario, ecc). Gli oggetti sono gli stessi in tutti e 8 i gruppi e sono installati nel medesimo modo, a ripetere la distribuzione casuale. Il pavimento, con il suo motivo ad esagoni, fa parte della ripetizione: il rapporto fra gli oggetti e il disegno è sempre lo stesso nelle 8 zone, anche se sul pavimento non sono tracciati confini precisi” spiega l’artista in merito all’installazione site-specific concepita per Quartz Studio.

Jorge Macchi, Der Zauberberg, 2018. Mixed media, installation views courtesy of the artist and Quartz Studio, with the support of Fondazione Sardi per l’Arte.
ph Beppe Giardino

 

Sulla parete all’ingresso due pagine di giornale identiche, in cui i testi e le foto sono completamente eliminati, ad eccezione della parola GESCHICHTE (Storia in tedesco). Lo spettatore-Castorp ha compiuto il suo viaggio ed ha compreso che qualcosa è cambiato, è stato testimone involontario di una minima conversione intellettuale su cui è libero di riflettere e crescere.

Parte del percorso artistico altre due opere del 1998, Vite parallele, che sono state realizzate in due versioni. Nella prima due lastre di vetro rotte nello stesso modo sono disposte accanto sul pavimento; la seconda versione è una scatola di fiammiferi a due scomparti uguali.

Jorge Macchi (Buenos Aires, Argentina, 1963) vive e lavora a Buenos Aires. Ha forti legami con la cultura visiva europea (Surrealismo e Arte Povera). Lavora con diversi media, dalla scultura alla pittura al video, spesso combinati in soluzioni installative site-specific. Macchi è uno degli artisti argentini più in vista tra quelli venuti alla ribalta nel corso degli anni ’90. Nel 1993, trasloca a Parigi, dando inizio a un periodo di cinque anni durante il quale viaggia in tutta Europa, partecipando a numerose residenze artistiche, tra queste Rotterdam, Amsterdam e Londra. Nel 1998, Jorge Macchi ritorna a Buenos Aires. Nel 2005, le sue opere sono esposte alla Biennale di Venezia, dopo essere stato scelto come rappresentante dell’Argentina. Le sue opere sono state inoltre esposte in occasione delle Biennali de La Avana, di San Paolo e di Istanbul, nonché presso il Credac di Ivry-sur-Seine, il 10Neuf, Centro Regionale d’Arte Contemporanea di Montbéliard, il MUHKA di Anversa, il Walker Art Center di Minneapolis, lo Sculpture Center di New York, il MUCA di Roma, ecc.

 

 

DER ZAUBERBERG DI JORGE MACCHI A TORINO

QUARTZ STUDIO

Inaugurazione 3 novembre 2018

03.11.18 – 12.01.19

Visita su appuntamento

QUARTZ STUDIO, Via Giulia di Barolo, 18/D, Torino

Info:  www.quartzstudio.net  info@quartzstudio.net

t +39 338 4290085 / f +39 011 8264640