Si è tenuta dal 10 al 18 ottobre I AM WHAT I DO WITH MY HANDS a Villa Dionisi (Verona). L’esposizione a cura di Manon Comerio, ha avuto luogo non a caso durante quello che era l’evento del momento, la fiera ArtVerona a cura di Adriana Polveroni. La mostra contava la presenza di 12 artisti sotto l’egida di sei gallerie di spicco nel panorama italico. Nella rosa dei partecipanti si possono annoverare due protagonisti argentini: Marcela Cernadas e Mariano Sardón, presentati rispettivamente dalla Galleria Michela Rizzo di Venezia e dalla Galleria Artericambi diretta da Francesco Pandian.All’interno di un percorso espositivo che riflette sulle parole di Louise Borgeois “I am not what I am, I am what I do with my hands”, le opere dei due artisti hanno trovato il loro posto in una sala della prestigiosa Villa settecentesca nella località di Cerea; il circuito artistico investigava la percezione e le esperienze che compiute e fruite tramite il proprio corpo, rappresentano il vero nesso con il mondo esterno.

Immerse dolcemente in quest’analisi percettiva si potevano ammirare le fotografie di Marcela Cernadas, Penelope (2018), parte di un long-term project che ha visto la presentazione di una omonima performance nel 2017 a Palazzo Corner Spinelli – allora sede della Fondazione Rubelli – e nel 2016 nel giardino della Galleria Michela Rizzo in Giudecca. Penelope fonde nella sua essenza alcuni temi fondamentali della poetica della Cernadas, l’attesa, il rituale, gli elementi sacri portati nella vita reale. Dalle parole dell’artista: “Un velo concepito per separare ma che questa Penelope contemporanea trasforma in soggetto, tessendo non più un filato ma la vita stessa ad ogni petalo trafitto”. In ingresso ad accoglierei visitatori, l’opera Kitchen (2018), composta da un tavolo in legno di rovere – realizzato in collaborazione con la storica azienda Morelato srl – e 70 fotografie stampate su ceramica, e un’edizione limitata di 120 di piatti in ceramica, risultato di alcuni scatti eseguiti dall’artisti negli ultimi anni durante i suoi viaggi.

Read Unread (2016) è l’opera di Mariano Sardón – realizzata in collaborazione con Mariano Sigman – che nel suo operato si avvale della collaborazione di laboratori di ricerca e apparecchiature eye-tracking: la tecnologia di questi software permette all’artista di registrare il movimento dello sguardo umano e dei punti in cui l’occhio si sofferma con attenzione. E’ ciò che l’artista ha voluto sperimentare su un materiale cartaceo come un libro, il quale è stato sapientemente “scolpito” tramite un laser in base alle analisi di questa ricerca. I due tomi, risultato del “letto” e “non letto” dall’occhio umano, poggiavano su un pianoforte nella sala dell’antica location che faceva da cornice al binomio Sardón/Cernadas.

La ricerca di Sardón si è allargata anche all’ambito fisiognomico del viso umano e ad altri campi di attenzione, come le mappe e i monumenti simbolo di alcune città italiane, che si sono potuti osservare attraverso video e fotografie nello stand della Galleria Artericambi all’interno di ArtVerona. La mappatura crea delle tracce in un labirintico percorso visivo che riesce ad ipnotizzare lo spettatore esterrefatto, aprendo dibattiti e riflessioni sul potere dell’altra invincibile macchina che è il corpo umano.

Entrambe le gallerie saranno presenti in occasione della prossima kermesse artistica d’eccellenza, questa volta a Torino, con Artissima dal 1 al 4 novembre 2018.

Per maggiori informazioni:

Galleria Michela Rizzo: info@galleriamichelarizzo.net

Galleria Artericambi: info@artericambi.com

 

Mariano Sardón, Morph 1 (2018), Courtesy by Artericambi Gallery

Mariano Sardón, Drawing by the eyes. Colosseo, Courtesy by Artericambi Gallery

Marcela Cernadas, Penelope (2018), Courtesy Galleria Michela Rizzo Venezia

Marcela Cernadas, Penelope (2018), Courtesy Galleria Michela Rizzo Venezia

Mariano Sardón, Read Unread (2016), Courtesy by Artericambi Gallery

Marcela Cernadas, Kitchen (2018), Courtesy Galleria Michela Rizzo Venezia

Mariano Sardón, Read Unread (2016), Courtesy by Artericambi Gallery

Marcela Cernadas, Kitchen (2018), Courtesy Galleria Michela Rizzo Venezia