L’anima del fiume di Natalia Mumbru: a Brienza l’arte diventa memoria, acqua e appartenenza
Una mostra immersiva dell’artista argentina Natalia Mumbru, “L’anima del fiume”, con testi e suoni di Franco Fiscella e la composizione musicale di Marcelo e Camilo Carpita, mette in dialogo Italia e Argentina e costruisce un ponte poetico tra una comunità e la propria memoria.
A Brienza (provincia di Potenza), nel cuore della Basilicata, un fiume diventa voce, non soltanto elemento naturale, ma testimone silenzioso del tempo, delle persone, delle partenze e dei ritorni. È questo il nucleo poetico di “L’anima del fiume”, mostra immersiva inaugurata il 26 settembre 2026 e visitabile nel del mese di ottobre. Un racconto dedicato a chi ha abitato questa terra, a chi l’ha lasciata e a chi continua a portarla con sé. La mostra è un omaggio agli abitanti di Brienza, a quelli di ieri e a quelli di oggi, ma anche a coloro che hanno dovuto o scelto di partire. Al centro vi è dunque un tema profondamente umano: la memoria dei luoghi quando il luogo viene lasciato, e il modo in cui una terra continua a vivere dentro chi è emigrato.

L’artista Natalia Mumbru lavora con materiali naturali, in particolare rami di salice e altre fibre provenienti dal mondo rurale, intrecciati e modellati attraverso tecniche che appartengono alla cultura dell’intreccio. Le forme sembrano strutture sospese, organismi leggeri che ricordano contemporaneamente gocce d’acqua, nidi, bozzoli e presenze umane.
La grande struttura che appare nelle immagini della mostra sembra quasi emergere dal paesaggio stesso. I rami, i fili e le fibre costruiscono una forma organica, aperta, attraversabile dallo sguardo. Al suo interno compaiono le gocce di vetro, portate dall’artista dall’Argentina: piccoli elementi trasparenti che diventano il cuore simbolico dell’opera, che sembrano cadere, oscillare, muoversi. Portatori di una memoria sofferta verso il paese che si ha lasciato, ma continua ad esistere nella memoria, nei racconti familiari, nei nomi, nelle fotografie, nei gesti e nelle tradizioni trasmesse ai figli e ai nipoti.
All’interno di questo racconto collettivo c’è poi una dedica profondamente personale: la mostra rende infatti un omaggio speciale a Marta Lopardo, madre di Franco Fiscella, brienzana emigrata in Argentina e recentemente scomparsa a Buenos Aires.

L’artista argentina Natalia Mumbru, scultrice e docente, ha sviluppato nel tempo una pratica che mette in relazione scultura, arte tessile, materiali organici e spazio. Fonti istituzionali argentine documentano anche la sua attività nell’insegnamento delle arti visive e la partecipazione a progetti artistici interdisciplinari. Dopo aver viaggiato in Canada, Bolivia, Russia, Corea del Sud, Giappone, sarà prossimamente a Saragozza (Spagna) per continuare il suo progetto “Nido comunitario”, che vede il coinvolgimento delle comunità locali nella creazione dell’installazione.
Maggiori informazioni
Web: https://natalia-mumbru.webnode.page/
Email: nataliamumbru68@yahoo.com.ar
Instagram: @nataliamumbru
[Articolo di Paola Natalia Pepa]
